Il fine settimana del Gran Premio Petronas della Malesia si è aperto sotto il segno dell’assoluta imprevidenza lungo i 5,4 chilometri del Sepang International Circuit. La prima giornata di prove libere e Practice ha delineato i primi verdetti di un weekend cruciale per le sorti del Motomondiale, offrendo colpi di scena, gestione delle energie al limite e conferme tecniche in tutte e tre le categorie.
MotoGP: Marquez insiste e comanda, la gestione di Martin e i forfait

Il copione tecnico della classe regina ricalca fedelmente quanto visto appena sette giorni prima a Phillip Island. Marc Marquez (Ducati Lenovo Team) ha chiuso la giornata al vertice della classifica combinata dei tempi, siglando il miglior crono nelle Practice. Il primatista della classifica generale, forte di un margine di 10 punti sul diretto inseguitore, è finito protagonista di una scivolata in frenata durante le prime fasi del turno pomeridiano. Un errore senza conseguenze fisiche né tecniche: rimesso in sella il prototipo, lo spagnolo ha immediatamente trovato il ritmo giusto per stampare il tempo di riferimento, precedendo il fratello Alex Marquez (BK8 Gresini Racing MotoGP) e un ottimo Ai Ogura (Trackhouse MotoGP Team), autore del terzo tempo con l’Aprilia.
Alle spalle del podio virtuale si è messo in luce Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory Racing), migliore alfiere di casa KTM, seguito da Fabio Di Giannantonio (Pertamina Enduro VR46 Racing Team) e da un solido Marco Bezzecchi (Aprilia Racing), sesto. Da segnalare in casa Aprilia la prova di Maverick Viñales, ottavo e direttamente in Q2, mentre chiudono la top ten Franco Morbidelli e Joan Mir (Honda HRC Castrol), rientrato in pista dopo lo stop forzato per motivi di salute.

Gli occhi erano inevitabilmente puntati su Jorge Martin (Aprilia Racing). Lo spagnolo, arrivato in Malesia con il polso destro fratturato in seguito alla caduta rimediata sabato scorso in Australia, ha ottenuto l’idoneità medica (fit to race) dopo i 12 giri completati nella FP1 della mattina. Nelle prove pomeridiane, tuttavia, le difficoltà fisiche e il dolore persistente hanno spinto il team e il pilota a un finale anticipato: dopo un solo giro lanciato per saggiare le condizioni e preservare le energie in ottica gara, Martin ha scelto di fermarsi ai box per non rischiare di compromettere il prosieguo del fine settimana.
Nottata amara invece per il box Trackhouse: Raul Fernandez ha dovuto dichiarare forfait per l’intero appuntamento di Sepang, costretto ai box dal persistere del infortunio al dito rimediato nella caduta a Lombok.
Moto2 e Moto3: i verdetti del venerdì malese

Nella categoria intermedia della Moto2, il leader del campionato Manuel Gonzalez ha ribaltato l’esito della mattinata — segnata da una scivolata nelle libere — dominando la sessione pomeridiana e conquistando la prima posizione provvisoria. Una risposta autoritaria che rimette ordine nelle gerarchie della classe, dove la lotta per il vertice resta apertissima in vista delle qualifiche.

In Moto3, il venerdì di Sepang ha incoronato David Almansa (Liqui Moly Dynavolt Intact GP). Lo spagnolo ha firmato la prestazione di riferimento in 2:11.427, precedendo di appena 69 millesimi il rookie finlandese Rico Salmela (Red Bull KTM Tech3). Terza piazza per l’indonesiano Veda Pratama (Honda Team Asia), mentre a infiammare il pubblico locale ci ha pensato Hakim Danish (AEON Credit – MT Helmets – MSI), autore di un eccellente quarto tempo sulla pista di casa che fa sognare i tifosi malesi. Sesto posto per l’italiano Matteo Bertelle (LEVELUP-MTA), mentre il neo-campione del mondo 2026 Maximo Quiles ha chiuso undicesimo, assicurandosi comunque l’accesso diretto alla Q2.
Il venerdì di Sepang lascia in eredità un quadro delineato ma pronto a essere sovvertito nelle prossime ore. Se la velocità pura di Marc Marquez sembra al momento il riferimento per tutti, la resistenza fisica di Jorge Martin e l’incognita del meteo malese rappresentano le vere variabili impazzite di questo penultimo atto iridato. Con la Q2 pronta a stabilire le caselle della griglia di partenza e la gara Sprint alle porte, il margine di errore per i pretendenti al titolo è azzerato: a Sepang ogni singolo decimo può valere una stagione intera.
Immagini: MotoGP
