Il Motomondiale 2026 si avvia verso il suo emozionante epilogo e la tappa di Lusail si candida a capitolo decisivo della stagione. Siamo al ventesimo dei ventidue round in calendario, e sotto la luce artificiale del circuito qatariota l’aria è densa di tensione e attesa. Al centro della scena c’è Marc Marquez, pronto a giocarsi il primo vero match point per chiudere i conti iridati, sebbene nel paddock la prudenza resti la parola d’ordine.
La vigilia dei contendenti: tra calcoli, infortuni e orgoglio

Nel Media Day che precede l’accensione dei motori, i volti e le parole dei protagonisti raccontano storie profondamente diverse. Marc Marquez (Ducati Lenovo Team) arriva all’appuntamento con un vantaggio cospicuo in classifica, ma i ricordi di una rimonta incredibile e imprevedibile — basti pensare a cinque mesi fa, quando il distacco dalla vetta era ben superiore ai cento punti — impongono piedi ben saldi a terra. Nelle sue dichiarazioni, lo spagnolo sottolinea come questa grande opportunità sia figlia del percorso e degli errori altrui, mantenendo la massima concentrazione in vista delle prime sessioni in pista.

Dall’altra parte del box Aprilia, la situazione è una lotta contro il tempo e la sfortuna. Jorge Martin, secondo in classifica a -44 punti, è reduce dal duro impatto rimediato a Phillip Island. Il centauro di Noale arriva in Qatar con un polso ancora dolorante e fortemente limitato nella mobilità, al punto da stimare di dover correre stringendo i denti e accettando di non essere al 100%: un rendimento anche solo al cinquanta per cento della forma ideale potrebbe però bastare per artigliare punti pesanti. Venerdì mattina, intanto, l’iberico affronterà un ulteriore e decisivo controllo medico per ottenere il via libera definitivo.

Anche il compagno di squadra Marco Bezzecchi è pronto a dare battaglia. Il pilota romagnolo, pur consapevole delle difficoltà incontrate nel tracciato qatarioto in passato, punta fermamente a disputare un fine settimana di alto profilo per tenere matematicamente aperta la corsa al titolo, onorando fino all’ultimo metro la stagione dell’Aprilia.
Il caso Yamaha e la griglia ridotta ai minimi termini

A fare maggior rumore alla vigilia di Lusail non sono soltanto i tempi sul giro, ma un’assenza pesante e senza precedenti recenti. La Yamaha ha infatti comunicato al MotoGP Group la scelta aziendale di non scendere in pista in Qatar. Una decisione drastica, dettata da restrizioni interne sui viaggi e da forti preoccupazioni legate al contesto d’instabilità in Medio Oriente. Nessuna M1 scivolerà sul nastro d’asfalto qatariota: restano al box sia il team ufficiale sia la struttura Prima Pramac Racing. Niente gara per Fabio Quartararo, Alex Rins, Jack Miller e Miguel Oliveira, con la casa di Iwata che tornerà in gara soltanto nel prossimo appuntamento in Portogallo.

Alla rinuncia del costruttore giapponese si aggiunge il lungo bollettino medico che ha sgranato il paddock. Tra i grandi assenti figura Alex Marquez (BK8 Gresini Racing), volato a Madrid per un delicato intervento chirurgico alla spalla; al suo posto la squadra ha chiamato Iker Lecuona, al rientro insieme a Fermin Aldeguer. Fuori dai giochi anche Joan Mir per il persistere dei problemi visivi legati all’affaticamento (sostituito nel team Honda HRC da Jake Dixon). Il risultato è una griglia di partenza drasticamente ridotta, decimata e costretta a riorganizzarsi a tre gare dalla fine.
Archiviate le conferenze stampa e le analisi verbali, il paddock si sposta sotto i riflettori del circuito. Domani i motori ruggiranno ufficialmente: la prima sessione di prove libere prenderà il via alle ore 12:45 italiane, mentre alle 17:00 andrà in scena il turno cruciale per l’accesso diretto alla Q2, anticamera di un weekend che promette di scrivere una pagina indelebile nella storia recente della MotoGP.
Immagini: MotoGP
