Il circuito di Sepang ha emesso un verdetto che profuma prepotentemente di storia. Sotto il rovente e umido cielo malese, il Gran Premio della Malesia si è trasformato nell’ennesima dimostrazione di superiorità tecnica e mentale da parte di Marc Márquez. Il fuoriclasse di Cervera ha dipinto una prestazione autoritaria, comandando le operazioni dall’inizio alla fine e mettendo le mani su un match point iridato di inestimabile valore in vista del prossimo appuntamento in Qatar.
Un fine settimana di personalità e superiorità assoluta

Fin dalle prime battute del weekend, il fine settimana malese ha parlato una sola lingua. Già dalle prove libere del venerdì, Márquez ha imposto un ritmo insostenibile per la concorrenza, attaccando la pista con aggressività chirurgica sin dal primo turno. La domenica non ha fatto altro che confermare le sensazioni della vigilia: scattato alla perfezione dalla griglia, il centauro della Ducati ha subito infilato la staccata di curva 1 con un sorpasso pulito ed autoritario sul poleman Alex Márquez, prendendosi la testa della corsa per non mollarla mai più fino alla bandiera a scacchi. Alle spalle del dominatore indiscusso, la lotta per i restanti gradini del podio ha regalato scintille e sorpassi al limite. Pedro Acosta, autore di una condotta di gara eccezionale con la KTM, si è reso protagonista di un duello feroce, sferrando l’attacco decisivo per la seconda piazza con una manovra millimetrica all’interno della curva 9, l’unica vera fessura lasciata aperta dai rivali. A completare il podio ci ha pensato uno strepitoso Alex Márquez, bravo a difendersi nonostante i persistenti problemi fisici alla spalla che continuano a tormentarlo (“Non posso continuare così”, ha ammesso a fine giornata con evidente scoramento circa le sue condizioni).
Spintoni, contatti e strategie nelle retrovie

La gara di Sepang non è stata priva di tensioni e colpi di scena nelle posizioni immediatamente a ridosso della top-five. Tra i momenti più caldi del GP spicca il contatto ruota a ruota tra Ai Ogura e Marco Bezzecchi: il pilota giapponese, nel tentativo di sopravanzare il romagnolo, ha affondato il colpo costringendo Bezzecchi a perdere carico aerodinamico prezioso e compromettendo il finale di gara del portacolori Aprilia. Analizzando l’episodio nel retrobottega del paddock, lo stesso Ogura ha ammesso le proprie responsabilità (“In parte è colpa anche mia”), evidenziando la frenesia di una lotta dove nessuno era disposto a fare sconti. Ne ha approfittato un eccezionale Enea Bastianini, autore di una rimonta beffarda che nel finale ha scavalcato proprio un Bezzecchi in evidente calo di prestazioni. Giornata invece totalmente in salita per Francesco Bagnaia, costretto a fare i conti con un feeling mai trovato con la sua Desmosedici e relegato a una lontana tredicesima posizione.
Moto2 e Moto3: spettacolo e firme d’autore

Il contorno delle classi minori non ha deluso le attese del pubblico malese. In Moto2, la vittoria è andata a un brillantissimo Alonso, capace di respingere gli assalti di Holgado al termine di un duello tirato che ha premiato la consistenza del vincitore e completato la festa nel box.

In Moto3, la scena è stata dominata da Quiles, autore di un vero e proprio clinic di guida che gli è valso l’undicesimo sigillo stagionale, suggellando una superiorità tecnica e mentale disarmante nella categoria leggera.
Verso il Qatar, ma con Attenzione
Con questo capolavoro a Sepang, la classifica generale subisce un sussulto pesantissimo: Márquez vola a quota +44 su un Jorge Martín costretto a guardare da lontano e a stringere i denti. Il prossimo fine settimana sul circuito di Lusail, in Qatar, metterà sul piatto il primo, vero match point iridato per chiudere i conti di un campionato straordinario.
Immagini: MotoGP
