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I pronostici sono stati rispettati totalmente: Venezia batte il Siauliai 98 a 77. Ma ciò che Spahija e i tifosi volevano vedere non era solo una vittoria, ma anche una prestazione da squadra vera. Ed è arrivata a pieno.
Scacciare le voci di crisi e i fantasmi che la gente prova a far trapassare dall’esterno al gruppo squadra era importante per riacquisire un po’ di fiducia che la sconfitta con Napoli aveva tolto. Per un team come la Reyer, porre fiducia nei propri mezzi e nel percorso è fondamentale e in campo si è visto quanto la squadra ci tenesse a fare bene davanti al proprio pubblico.
Approccio Spahija non poteva chiedere un inizio migliore di questo, non solo dal punto di vista dell’atteggiamento. C’è stata precisione in attacco, lettura delle conclusioni, costruzione delle azione, grande attenzione in difesa sulle penetrazioni e sull’evitare di concedere conclusioni aperte ai lituani. Col passare dei minuti si è aggiunta anche solidità a rimbalzo. Un primo quarto del genere era fondamentale per mettere in chiaro le gerarchie e permettere a Venezia di giocare il resto della partita con più serenità e controllo. Il Siauliai non era lo stesso che abbiamo visto contro la Maxima Roma e nelle altre sfide di EuroCup, dove si era guadagnata una buona posizione e tanto rispetto. Era stata dimostrata qualità soprattutto nelle conclusioni da tre, e invece il dato è completamente dalla parte di Venezia: 43% dall’arco per l’Umana contro il solo 24% dei lituani. Anche le palle perse sono un forte segnale del calo che il Siauliai ha avuto al Taliercio, perché sono state ben 18.
E se nei momenti difficili è giusto che i leader si facciano vedere, è altrettanto giusto evidenziare la prestazione dell’anima italiana Leonardo Candi, con 20 punti.
Parole Spahija ha speso poche parole in conferenza stampa per la prestazione della squadra, ma sono state d’oro per dimostrare sicurezza e fiducia: “Siamo stati molto bravi, complimenti ai ragazzi per lo sforzo fatto questa sera ed aver vinto contro una squadra che ha mostrato le sue qualità. Credo che la nostra rotazione più profonda abbia fatto la differenza”
