Non è facile guardare alle cose positive quando dai tutto e ricevi niente. Ma Venezia ci deve provare, perché la rabbia per non aver vinto ce ne è eccome, ma c’è anche la consapevolezza di aver dato tutto contro una delle squadre più in forma d’Europa. Tenerife infila così la sesta vittoria consecutiva e consolida il vantaggio nel gruppo B di EuroCup, ma qualcosa finalmente è scricchiolato in quella che pareva essere una macchina perfetta. Una partita in cui partivano di gran lunga favoriti si è rischiata di rovinare con poco, hanno sprecato il vantaggio accumulato facendosi riprendere dagli avversari e abbassando il livello di carattere. Perché sì, sul piano del carattere la Reyer è stata di gran lunga superiore.
Solidità Venezia ha potuto giocare un finale di partita del genere grazie a un buon primo tempo messo in piedi. Sembrava esserci la sensazione che a ogni scodata di Tenerife per allungare ed evitare guai peggiori più avanti, rispondesse una Reyer molto attenta e partecipe. Anche i numeri parlano di equilibrio tra le due squadre, niente pende totalmente da una parte o dall’altra. La differenza l’hanno fatta due punti e forse un po’ di lucidità, Venezia non è ancora totalmente abituata a giocare certi finali di partita e l’esperienza si paga a certi livelli. La rabbia per il risultato lascia il tempo che trova, finalmente è stato dimostrato carattere dopo che le prime onde alte stavano facendo barcollare la nave, la squadra ha giocato con un’alta prudenza in attacco, ma soprattutto in difesa. Dimostrare solidità in entrambe le fasi di gioco era un aspetto su cui Spahija puntellava da tempo, e ce l’hanno fatta. E le note positive sono anche sui singoli: De Nicolao ha messo nel parquet tutte le sue più grandi qualità, mentre là sotto la differenza tra non avere Olinde in campo e avercelo è molto ampia. Venezia non prescinde da Olinde, ma se nelle rotazioni manca qualcuno, ecco che è capace di fare grandi cose.
Le parole “Prima di tutto voglio fare i complimenti a Tenerife per questa vittoria: è stata una partita pazzesca, decisa da un singolo possesso. Non posso rimproverare nulla ai miei giocatori: hanno lottato con grande determinazione su ogni pallone”. Così ha detto Spahija con un certo grado di amarezza, ma parla anche di un altro tema attuale molto importante per Venezia: “Questa è la quarta partita consecutiva che perdiamo per un solo possesso, commettendo errori nei momenti decisivi. Dobbiamo essere più concentrati e disciplinati nei dettagli cruciali e gestire meglio l’ultimo possesso offensivo”.
Foto credit: Reyer Venezia
