La foto notizia del match tra Maxima Roma e London Lions
Roma, 4 novembre 2026 – La Maxima Roma difende il Palazzetto dello sport e conquista una vittoria sofferta, ma preziosissima vs i London Lions, arrivati nella Capitale con l’intenzione di espugnare il fortino romano, ma devono fare i conti con una resistenza degna delle legioni di Adriano. Finisce 86-84 dopo un tempo supplementare, al termine di una partita equilibrata e che ha dovuto vincerla due volte, correndo qualche rischio all’overtime.
Dunque niente Brexit per i London Lions che si ritrovano davanti a un confine difficile da superare. Il muro di Adriano era stato costruito per difendere i confini settentrionali della Britannia romana; quello della Maxima è servito stasera per proteggere il Palazzetto applicando una difesa onestamente intensa e, nonostante qualche crepa iniziale, alla fine ha retto a differenza dei cugini della BC Roma, a dir poco sbarazzini e meno consistenti in difesa in questa parte iniziale di stagione, almeno.
Comunque l’avvio era favorevole alla Maxima che, priva di Brynton Lemar (stop fisiologico?), e Matt Ryan (ancora fuori per il suo malanno), trovava subito punti vicino a canestro portandosi avanti. Londra, però, rispondeva con energia e precisione, approfittando di qualche difficoltà difensiva dei padroni di casa. A metà frazione arrivava il primo strappo ospite, con un parziale di 0-7 che costringeva Cotelli al timeout. Roma provava a reagire, ma alla prima sirena il tabellone segnava 16-22.
I Lions provavano ad allungare ulteriormente, sfruttando una Maxima ancora poco efficace nella propria metà campo e forse mentalmente ancora ferma alla bella vittoria di Trento. La reazione capitolina arrivava però con un cambio di ritmo che rimetteva in discussione la partita. Roma recuperava lo svantaggio, trovava anche il sorpasso e riportava il confronto in equilibrio. Londra rispondeva dall’arco, ma i padroni di casa riuscivano a limitare i danni. All’intervallo il punteggio era 42-44.
Al rientro dagli spogliatoi la squadra di Cotelli cambiava marcia e piazzava subito un parziale di 8-0. La difesa diventava più aggressiva e l’attacco trovava finalmente continuità. La Maxima arrivava anche fino al +13, massimo vantaggio della serata, prima di concedere qualche opportunità di troppo agli avversari. Il margine restava comunque rassicurante ed al 30‘ era 63-55.
Ma nel quarto periodo la reazione britannica arrivava puntuale. La Maxima perdeva progressivamente il controllo della gara e Londra recuperava terreno, approfittando anche di alcuni errori dalla lunetta dei padroni di casa. Il vantaggio romano si assottigliava fino a scomparire. Il parziale di 13-21 della frazione riportava tutto in parità sul 76-76 e servivano altri cinque minuti con il canestro della vittoria per la Maxima da tre finito sul ferro.
La stanchezza condizionava entrambe le squadre, con diversi possessi d’inizio supplementare che si concludevano senza punti. La Maxima riusciva però a trovare le giocate necessarie per mantenere il controllo nei momenti decisivi. I Lions restavano in scia fino agli ultimi secondi, ma i padroni di casa difendevano il vantaggio. Williams riusciva a piazzare la tripla sulla sirena, giusto per ricordare che gli inglesi non mollano facilmente chiudendo sull’86-84, ma stavolta Roma non cadeva.
L’Impero non c’è più, ma almeno la Maxima continua a difendere i confini.
Dunque gara tiratissima sebbene il tabellino racconta una partita molto più equilibrata di quanto il +13 raggiunto dalla Maxima nel terzo quarto potesse far pensare. A rimbalzo, infatti, non esiste alcuna differenza: 46 palloni catturati per parte, con una sostanziale parità anche nella distribuzione tra rimbalzi offensivi e difensivi. Nessuna delle due squadre riesce quindi a costruire un vantaggio attraverso il controllo dei tabelloni e questo è un dato molto rilevante.
Da segnalare come Londra abbia sviluppato una pallacanestro più corale, come testimoniano i 21 assist contro i 13 romani. La circolazione offensiva dei Lions è stata più fluida, ma non sempre si è tradotta in possessi produttivi: le 12 palle perse, contro le 9 della Maxima, rappresentano un fattore importante. La Maxima recupera inoltre 8 palloni contro i 6 degli avversari, riuscendo a compensare almeno in parte la minore capacità di costruire occasioni per i compagni.
Anche le percentuali al tiro premiano i britannici: 55% da 2 contro il 50% romano e 29,4% da 3 contro il 23,3% della squadra di Cotelli. La Maxima non brilla dall’arco e concede qualcosa anche nel tiro da due, ma trova il proprio vantaggio nel fondamentale che finisce per decidere la partita: i tiri liberi perché la Maxima realizza 25/31 con l’80,6%, mentre Londra si ferma a 10/23, appena il 43,5%.
È questa la chiave statistica della serata: i Lions tirano meglio dal campo e costruiscono più assist, ma sprecano troppe opportunità dalla lunetta e concedono qualche possesso di troppo. La Maxima, invece, è più concreta quando la partita si decide sui dettagli e per una squadra in piedi da poco, non è un dettaglio da sottovalutare.
E se poi la gara termina con appena due punti di scarto, quei dettagli valgono un’intera cinta muraria. Dunque, a quanto pare, quindici secoli dopo la fine dell’Impero romano d’Occidente, i britannici non hanno ancora imparato la lezione.
E domenica, in LBA, arriva Cantù ancora a secco di vittorie e con la probabilità di allungare la stiscia vincente?
Sala Stampa
Matteo Cotelli
“E’ stata una grande prova di carattere da parte nostra. Londra ha giocato molto bene e ha messo in campo tanta fisicità, ma noi abbiamo risposto alla grande. Stiamo lavorando bene e siamo sulla giusta strada: dobbiamo continuare così e iniziare a pensare da subito alla prossima partita”.
Maxima Roma – London Lions 86-84
Le Pagelle della Maxima Roma

MAXIMA ROMA
#00 John Brown III 7,5: il suo contributo va oltre la produzione offensiva. Lavora con intensità, sporca le linee di passaggio e mette pressione agli avversari, confermando quanto la sua energia sia importante per gli equilibri della squadra e specie in difesa. Non ha bisogno di essere protagonista con la palla in mano per lasciare il segno: il suo lavoro sporco è una componente essenziale della vittoria. Bene, sfiorando la doppia doppia con 9 p.ti, 7 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata.
#2 Miro Bilan 7,5: nel cuore dell’area continua a rappresentare una presenza difficile da contenere. Usa esperienza e fisicità per trovare posizione, lavorare vicino a canestro e dare equilibrio all’attacco. Non domina ogni fase della partita, ma offre alla squadra un riferimento interno prezioso, soprattutto quando le soluzioni perimetrali diventano meno efficaci. Per lui oggi 14 p.ti, 8 rimbalzi, 1 assist, 2 palle perse.
#3 Aaron Holiday 8: si fa trovare pronto quando la partita entra nella sua fase più delicata. Porta energia, personalità e capacità di incidere su entrambi i lati del campo. Gestisce responsabilità importanti, pur concedendosi qualche errore di troppo nella conduzione, e soprattutto non si nasconde quando c’è da chiudere la contesa. I liberi finali sono il sigillo su una prova di grande sostanza che dice 17 p.ti, 5 rimbalzi, 4 assist, 3 palle perse, 2 palle recuperate.
#4 Hunter Tyson 6: una prestazione fatta soprattutto di applicazione e lavoro difensivo. Non cerca protagonismi e prova a rendersi utile attraverso intensità e attenzione, riuscendo a incidere anche nella pressione sugli avversari. In una serata nella quale la Maxima ha bisogno di contributi diffusi, il suo apporto ha una sua utilità sebbene firmi un match da 3 p.ti, 4 rimbalzi, 1 assist, 2 palle recuperate.
#5 Mirza Alibegovic 6: offre energia e disponibilità al lavoro, cercando di dare una mano soprattutto nelle fasi in cui la partita richiede fisicità. La sua prestazione non è particolarmente appariscente, ma rimane dentro il contesto di una squadra che deve trovare risorse anche dalla panchina. Chiude con 6 p.ti, 3 rimbalzi, 1 palla persa.
#8 Francesco Carnevale n.e.
#16 Giovanni Veronesi 6: minuti di applicazione, senza forzare le giocate. Cerca di inserirsi nel sistema e di mantenere ordine nelle proprie responsabilità, contribuendo alla gestione delle rotazioni. Il suo impatto offensivo è contenuto, ma la disponibilità non manca. Per lui 2 p.ti, 1 rimbalzo.
#17 Xavier Moon 9: è il principale riferimento offensivo della Maxima e quello che più di tutti riesce a prendersi responsabilità nei momenti complicati. Attacca, crea dal palleggio, trova soluzioni personali e coinvolge i compagni. La sua prestazione dà a Roma un punto di riferimento costante anche quando l’attacco perde fluidità. Non sempre è impeccabile nella gestione, ma il peso specifico del suo contributo è enorme. MVP con 25 p.ti, 4 rimbalzi, 4 assist, 2 palle perse, 2 palle recuperate.
#23 Federico Bonacini 6: svolge il proprio compito senza cercare soluzioni complicate. Si mette a disposizione della squadra e prova a mantenere equilibrio nei minuti in cui viene chiamato in causa. Un contributo limitato, ma ordinato. Chiude con 3 p.ti, 1 rimbalzo.
#24 Carl Wheatle 6: non è una serata particolarmente brillante sul piano realizzativo vs i suoi connazionali, ma prova a incidere attraverso il lavoro collettivo. Si muove per dare soluzioni ai compagni e mette a disposizione della squadra la propria duttilità, senza riuscire a trovare un ruolo da protagonista. Per lui 2 p.ti, 3 rimbalzi, 2 assist, 1 palla recuperata.
#29 Gora Camara 6,5: porta fisicità e presenza sotto canestro, offrendo minuti utili in una partita che richiede grande dispendio di energie. Non sempre riesce a imporsi con continuità, ma garantisce una rotazione importante e contribuisce a mantenere competitiva la squadra nel confronto vicino al ferro. Bene con 5 p.ti, 3 rimbalzi, 1 palla persa.
#77 Andrija Dozic n.e.
Coach Matteo Cotelli 7+: La squadra attraversa momenti di difficoltà, soprattutto quando Londra rientra nel quarto periodo e rimette in discussione una partita che sembrava indirizzata. La Maxima, però, conserva la lucidità necessaria per arrivare al supplementare e trovare le giocate decisive. La gestione del vantaggio resta un aspetto da migliorare, ma portare a casa una partita così equilibrata, dopo aver rischiato di compromettere il lavoro del terzo quarto, è un risultato che merita credito. Chi diceva che non mangiasse il panettone dovrà iniziare a ricredersi se continua a vincere…
Fabrizio Noto/FRED
X e IG Fabernoto
