Glynn Watson Jr Pallacanestro Trieste - Umana Reyer Venezia LBA Serie A - SisalClub 2026/2027 Trieste, 04/10/2026 Foto A. Gilardi/Ag. Ciamillo Castoria
C’è chi scappa e c’è chi rincorre, ma certe partite si vincono coi nervi e nei dettagli. A Trieste è mancato questo negli ultimi minuti della prima partita stagionale al PalaRubini, giocata al pari livello di una delle corazzate migliori del campionato, come successo settimana scorsa a Milano. Due sconfitte difficili da mandare giù, ma Taccetti può comunque recepire buoni segnali da parte della sua squadra. Affrontare a testa alta fino a sfiorare due grandi colpi contro due squadre che hanno obiettivi completamente diversi da quelli di Trieste, significa che c’è ampio margine di miglioramento di fronte alle difficoltà societarie ed extracampo. Per i biancorossi c’è un orizzonte, ad oggi manca solo il risultato.
DETTAGLI
Trieste è partita fredda e un po’ tirata, poi col passare dei minuti si è sciolta e ha migliorato le scelte in attacco, che sono state fondamentali per prendere coraggio e far alzare l’attenzione della retroguardia veneziana. La Reyer ha trovato tante buone conclusioni da fuori, oltre ai soliti canestri in ripartenza, che ormai abbiamo capito essere imprescindibili quando si parla di questa squadra. Il 5 su 6 dall’arco di Glynn Watson è emblematico. Colbey Ross è stato ancora l’uomo a cui Taccetti si è affidato nei momenti di difficoltà offensive, ma la vera arma per evitare che Venezia scappasse oltre al +9 sono stati i rimbalzi offensivi. Jones è stato fondamentale nella conquista degli extra possessi e nel concretizzare tutto ciò che gli capitava per le mani là sotto. 16 punti per lui a referto. In un finale testo e frizzante, a decidere sono stati i dettagli, ma le espressioni in volto con cui escono i due allenatori sono completamente opposte.
PAROLA AL COACH
Come detto, Taccetti è soddisfatto della prestazione e dell’atteggiamento dei suoi ragazzi: “Se guardiamo i numeri è una partita che, avessimo vinto noi invece di Venezia, non sarebbe cambiato niente a livello di meriti. Le palle perse sono state poche e avere il 55% al tiro da due significa che le conclusioni prese in area sono quelle giuste”. Invece coach Spahija è stato più severo coi suoi giocatori. Un atteggiamento finalizzato al miglioramento collettivo e soprattutto al raggiungere quel livello di maturità che sarà fondamentale in Europa: “In alcune fasi di gioco non siamo stati quelli che dovevamo essere. Come di consueto, è meglio imparare dagli errori nelle partite che si vincono e non che si perdono”.
