La foto-notizia del match tra Paok Salonicco e Bc Roma valida per il Round6 di Eurocup 2026-27
Salonicco (GRE), 3 novembre 2026 – A Salonicco la storia si ripete, almeno nella versione cestistica: Roma arriva in Grecia, combatte fino all’ultimo possesso ma alla fine sono gli ellenici a festeggiare. Il PAOK del duo Trinchieri-Menetti supera dunque la BC Roma per 113-111 al termine di una partita pirotecnica, degna di un poema omerico e con un finale che avrebbe fatto perdere la pazienza persino a un centurione abituato agli assedi. I capitolini sfiorano l’impresa, rimontano più volte e arrivano anche a mettere il naso avanti nel finale, ma non riescono a completare la conquista di Salonicco.
La squadra di Alessandro Magro incassa così un’altra sconfitta europea dopo quella di 7 giorni in casa vs il Bosna (ora 2-4 lo score nel Gruppo D), al termine di una gara nella quale l’attacco ha funzionato a lungo, ma la difesa non è riuscita a trovare le contromisure necessarie per contenere il talento e la fisicità dei padroni di casa. E, quando la partita si è trasformata in una gara di nervi e precisione, il PAOK ha avuto l’ultima parola in un match giocato a 200 km/h con la BC Roma che comunque ha sempre inseguito senza mai mollare.
Il primo tempo rispettava le attese: ritmi altissimi, attacchi particolarmente ispirati e difese che, diciamolo, non sembravano avere intenzione di rovinare lo spettacolo. Il PAOK chiudeva avanti il primo periodo sul 29-22, sfruttando la propria capacità di trovare punti con continuità.
Roma, però, non si lasciava staccare e nel secondo periodo provava anche una soluzione tattica inedita: una zona-press sul canestro segnato che, soprattutto quando il divario era arrivato in doppia cifra, riusciva a rallentare la manovra greca e a rimettere in discussione l’inerzia.
I capitolini guadagnavano molti viaggi in lunetta, ma non sempre riuscivano a trasformarli in punti: alla fine del primo tempo il bilancio era di 16/20, qualche errore di troppo (inedito lo 0/2 di Mannion che era 22/22 prima di quest sera), insomma, proprio mentre la partita offriva occasioni per restare ancora più vicini.
Non aiutava neppure una direzione arbitrale che lasciava più di qualche perplessità, soprattutto per alcuni contatti e falli intenzionali non sanzionati. Il PAOK arrivava all’intervallo avanti di un solo punto, 61-60, ma la BC Roma era pienamente dentro la partita e con ben 38 p.ti di parziale vs i 32 dei greci.
Il terzo periodo cominciava nel modo peggiore per gli ospiti, con un parziale greco di 5-0. Poi Stevenson decideva che era arrivato il momento di lavorare sul serio: la BC Roma tornava a contatto, arrivava fino al 68-69 e riusciva persino a costringere il PAOK a un’infrazione dei 24″ in attacco!?!? E la partita diventava un continuo botta e risposta. Gray riportava avanti i padroni di casa sul 76-72, ma Ayayi rispondeva con una tripla che riavvicinava i capitolini sul 76-75.
La sensazione era che la BC Roma potesse davvero giocarsela fino in fondo. Il problema era che il PAOK continuava a trovare il canestro con una facilità disarmante, soprattutto dall’arco. Ad 1″ dalla fine del terzo quarto, una distrazione difensiva di Strautins permetteva a Foster di colpire ancora da 3 e fissare il punteggio sul 92-86. Un regalo non esattamente richiesto, ma certamente gradito dai padroni di casa, che chiudevano il periodo con un eloquente 31-26 di parziale.
L’ultimo quarto si apriva ancora sotto il segno di Foster, che colpiva dall’arco. Roma rispondeva con tre liberi di Watson, poi provava a restare aggrappata alla partita mentre il PAOK sembrava poter scappare definitivamente: 102-93 al 32’. Mannion dalla lunetta riportava i suoi sul 102-98 e dopo era Corey Davis’s time, che trovava una tripla pesantissima per il 104-101 e dopo ancora protagonista, contribuiva a tenere aperta la contesa.
La BC Roma non si arrendeva e, con Olynyk e i suoi compagni, riusciva a ricucire tutto. Cedi Osman trovava una tripla che sembrava poter spezzare definitivamente l’equilibrio, ma Olynyk rispondeva con un canestro e fallo, riportando i capitolini a contatto sul 109-108. A quel punto il canadese diventava protagonista di una sequenza straordinaria: prima portava avanti la Roma sul 109-111, poi Moore ristabiliva la parità sul 111-111 a 42″ dalla sirena.
Time-out e, con la palla in mano ai romani, Mannion cercava la tripla del sorpasso, ma il tiro non entrava. Sul ribaltamento, Tyree sbagliava, ma Moore catturava il rimbalzo offensivo e realizzava il canestro del 113-111. Restava appena poco più di 1″: Olynyk provava il miracolo da tre punti, ma questa volta la mano non era quella di un dio dell’Olimpo. Il pallone non entrava e il PAOK poteva festeggiare.
Tyree chiudeva con 27 p.ti ed il titolo di MVP, Osman con 25 e un perfetto 12/12 ai liberi, Foster con 20, tre protagonisti che avevano messo a dura prova la difesa romana, in una serata nella quale i padroni di casa avevano trovato soluzioni offensive praticamente per tutti i quaranta minuti.
A guardare le cifre offensive, la BC Roma avrebbe avuto tutto il diritto di aspettarsi qualcosa di più da questa trasferta. I capitolini chiudevano con un eccellente 75% da due (24/32), un buon 40,7% dall’arco (11/27) ed un ottimo 85,7% ai liberi (30/35). Beh, percentuali decisamente migliori rispetto a quelle che spesso avevano accompagnato le precedenti uscite europee.
Anche la circolazione di palla è stata efficace: 26 assist sono un dato importante e raccontano una squadra capace di coinvolgere i compagni e trovare soluzioni offensive. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle 10 palle perse, mentre i recuperi sono stati appena 1 che riflette magari la poca aggressività ed attenzione in difesa.
In una partita da 224 punti complessivi, ogni possesso ha avuto un peso specifico enorme e la BC Roma non sempre è riuscita a trasformare il proprio lavoro offensivo in un vantaggio concreto.
Sul fronte dei rimbalzi, il tabellino romano registra 27 palloni catturati, di cui 7 offensivi e 20 difensivi vs i 31 del PAOK, un dato non molto negativo ma che ha pesato, ad esempio, proprio sul pallone vagante e vincente per i bianconeri di casa.
La sensazione resta quella di una Roma che ha trovato ottime soluzioni in attacco, ma che non è riuscita a contenere la produzione greca nei momenti decisivi. E quando dall’altra parte ci sono tre giocatori capaci di mettere insieme 72 p.ti come Tyree, Osman e Foster, la coperta difensiva rischia inevitabilmente di diventare corta.
La spedizione romana in Grecia si conclude dunque con una sconfitta di appena due punti. Gli antichi romani avevano conquistato territori ben più difficili, ma evidentemente non avevano previsto il talento di Tyree, Osman e Foster. Andrea Trinchieri, intanto, si prende la vittoria: per Magro resta una prestazione offensiva da salvare e una partita da analizzare, soprattutto per quei dettagli che, a questi livelli, separano un’impresa da una beffa.
E domenica si va a Trieste in LBA, la Trieste che ieri sera ha castigato a domicilio la Virtus Bologna…
Sala Stampa
Alessandro Magro
“Abbiamo una squadra con un grande talento e siamo riusciti a competere contro un avversario di questo livello. Abbiamo commesso molti errori che possiamo assolutamente eliminare con facilità. Siamo in un percorso di crescita e vogliamo cercare di migliorare nei piccoli dettagli. Ma la squadra c’è e sono orgoglioso dei miei giocatori perché abbiamo lottato per 40 minuti, tirando, cercando di pareggiare la partita. Quindi ci portiamo a casa gli aspetti positivi. Vogliamo giocare, cercando di esprimere la nostra pallacanestro, di correre ogni volta che sia possibile, di attaccare il canestro, di entrare in area per liberare i nostri tiratori da tre punti. E per gran parte della partita ci siamo riusciti. Non posso dire altro. Complimenti alla mia squadra.”
Paok Salonicco – BC Roma 113-111
Le Pagelle della BC Roma

#1 Nico Mannion 6,5: il Red Mamba si prende responsabilità e produce una partita offensivamente importante, con 18 punti e tre assist. Non sempre riesce a trovare il ritmo migliore, ma resta dentro la contesa e prova a guidare la rimonta. Nel finale cerca la tripla che avrebbe potuto cambiare la storia della serata: il pallone non entra ed il PAOK può festeggiare. Non è una bocciatura, ma da uno dei migliori realizzatori della competizione ci si aspetta anche il colpo decisivo che tarda ad arrivare come nel derby. Chiude con 18 p.ti, 3 rimbalzi, 3 assist, 1 palla persa.
#3 Paul Watson 6: serata concreta, senza particolari acuti ma con una buona precisione dalla lunetta e due triple a referto. Il suo contributo è utile soprattutto nei momenti in cui Roma deve restare agganciata al punteggio. Non si prende troppe responsabilità, ma quando viene chiamato in causa risponde. Gara da 9 p.ti, 1 rimbalzo, 1 assist.
#5 Corey Davis 6,5: sei punti non raccontano tutto il suo lavoro perché distribuisce tre assist, perde un solo pallone e trova una tripla pesantissima nel momento in cui la Roma prova a completare la rimonta. È uno di quelli che non si nascondono quando la partita scotta. In crescita, score finale da 6 p.ti, 1 rimbalzo, 3 assist, 1 palla persa.
#7 Giovanni Emejuru n.e.: nessun minuto in campo, stavolta il gigante romano resta spettatore nella battaglia greca.
#9 Trentyn Flowers 6,5: entra e porta energia, trovando sette punti con ottime percentuali: due canestri da due e una tripla, senza errori al tiro. Aggiunge un assist e non perde palloni. In meno di 9′ di gioco riesce a lasciare un segno concreto, dimostrando di poter essere una risorsa interessante anche in una partita di questo livello. Anche lui in crescita al 40′ segnala 7 p.ti, 1 assist.
#10 Erik Stevenson 8: quando Roma rischia di sprofondare, lui sale in cattedra riportando i capitolini in partita. Veramente una prestazione completa, con una presenza importante anche nella metà campo difensiva. È uno dei principali artefici della rimonta e non si limita a fare canestro e se la BC Roma resta in corsa fino all’ultimo possesso, una buona parte del merito è sua. Migliore dei suoi, chiude con 16 p.ti, 7 rimbalzi, 6 assist, 1 recupero, 1 palla persa.
#11 Gerald Ayayi 7,5: percentuali eccellenti, cinque assist e una presenza offensiva che si fa sentire. Segna tutti e quattro i tentativi da due e contribuisce alla rimonta con una tripla pesante nel terzo periodo. Non cattura rimbalzi, ma in compenso non perde palloni in quantità e sa come mettere in ritmo i compagni. Una prova di sostanza, anche se nel finale sarebbe servito un altro guizzo. Anche lui finisce con 16 p.ti, 5 assist, 1 palla persa.
#12 Arturs Strautins 5: il suo contributo a rimbalzo è sempre prezioso, ma dall’arco la serata è complicata con un brutto 0/3. Soprattutto, pesa la distrazione a un secondo dalla fine del terzo quarto, quando concede a Foster la tripla che porta il PAOK sul +6. In una partita così equilibrata, anche un solo secondo di disattenzione può costare caro, ed infatti… Gara da 6 punti e 5 rimbalzi.
#19 Marko Simonovic 7,5: entra dalla panchina e porta una produzione offensiva notevole, con percentuali perfette sia da due sia da tre. Aggiunge due rimbalzi e un assist, dando alla Roma un contributo importante in una serata in cui serviva un po’ di tutto. Peccato per il pallone perso, ma la sua prova resta una delle note più liete. Molto bene con 17 p.ti, 2 rimbalzi, 1 assist, 1 palla persa.
#22 Kelly Olynyk 7,5: il canadese si prende la scena nel quarto periodo e sfiora il ruolo di eroe della serata. Segna 14 punti, cattura cinque rimbalzi e distribuisce quattro assist, ma soprattutto firma una sequenza di giocate che porta la Roma a un passo dal colpaccio. Il suo canestro con fallo e il successivo sorpasso sembrano poter consegnare la partita ai capitolini. Poi arriva il pareggio di Moore e l’ultimo tiro, che non entra. Le cinque palle perse sono un dato da correggere, ma chiedergli anche di segnare il canestro della vittoria da tre punti all’ultimo secondo forse era troppo persino per lui. Difetti? Beh, da centro dovrebbe presidiare maggiormente l’area provando a limitare le incursioni avversarie. Gara da 14 p.ti, 5 rimbalzi, 4 assist, 5 palle perse.
#24 Andrea Mezzanotte 6: Otto minuti di presenza, due punti e due assist. Non ha un impatto enorme, ma svolge il proprio compito senza perdere palloni. Chiude con 2 p.ti, 2 assist.
#33 Mike Iuzzolino n.e.
Coach Alessandro Magro 6: la sua Roma segna 111 punti in trasferta, tira con percentuali eccellenti e trova 26 assist: l’attacco funziona e la squadra dimostra di avere carattere, soprattutto nella rimonta del quarto periodo. La zona-press del secondo quarto è una soluzione interessante, capace di rallentare il PAOK quando sembrava poter scappare. Restano però i 113 punti subiti e la difficoltà nel contenere i tre principali terminali offensivi greci. Non è una partita da buttare, ma nemmeno una sconfitta da archiviare con un’alzata di spalle. A Salonicco la Roma aveva costruito l’occasione per fare l’impresa, senza riuscire a completarla. Bisogna, infine, lavorare sulle troppe penetrazioni che si subiscono al ferro ma di tempo ce ne.
Fabrizio Noto/FRED
X e IG: Fabernoto
