Il vento sferzante della Tasmania e l’oceano che si infrange contro le scogliere dell’asfalto australe sembrano essersi vestiti a lutto. La domenica di Phillip Island non ha acceso i semafori rossi della competizione, ma ha spento i sogni in una pioggia implacabile con visibilità azzerata, che ha reso impossibile persino il volo dell’elicottero medico. Non è stata una semplice cancellazione di programma: le gocce scese fitte e pesanti sul manto stradale sono sembrate le lacrime silenziose dell’isola stessa, che si è sciolta in un pianto disperato per il suo addio al Motomondiale. Un commiato doloroso, carico di struggente malinconia, in cui la natura ha voluto baciare un’ultima volta l’asfalto che ha scritto pagine leggendarie di storia a due ruote, quasi a implorare pietà a un destino che ha negato l’ultimo ruggito in gara.

A fare chiarezza sugli aspetti regolamentari e di sicurezza interviene il direttore di gara spiegando con trasparenza le motivazioni tecniche ed elicotteriste che hanno costretto la direzione a stoppare prima Moto3 e Moto2, e infine a congelare la top class, ribadendo come l’incolumità dei piloti e la copertura d’emergenza medica rappresentino l’unico e insindacabile confine invalicabile nel Motorsport moderno.

Al posto del rombo dei motori e della battaglia per la vittoria, il tracciato ha visto sfilare i protagonisti in una parata d’addio carica di emozione e silenzioso rispetto. Abbiamo quindi visto il serpentone dei piloti compiere un giro d’onore a velocità ridotta sotto la pioggia battente, salutando per l’ultima volta i tifosi (corsi in molti per vedere l’ultimo episodio a Phillip Island del Motomondiale) lungo i muretti, mentre i volti dietro le visiere racchiudono la tristezza di un addio che sa di fine di un’era.
L’Infermeria dei graziati che regalano Colpi di Scena Mondiali

Il fine settimana australiano si era trasformato in un autentico calvario per la griglia di partenza che doveva essere quest’oggi, vista però la cancellazione del Gp, i piloti infortunati posso tirare un sospiro di sollievo in ottica campionato
- Jorge Martín è il grande sconfitto e al contempo il “graziato” del weekend. il team Aprilia e i box mostrano cauto ottimismo: dopo la rottura senza dislocazione del radio distale in seguito alla spaventosa caduta in curva 8 mentre lottava con Marc Márquez nella Sprint, lo spagnolo ha evitato il lungo e stressante volo di ritorno in Spagna. Si sottoporrà a cure mirate direttamente in Asia per tentare il recupero lampo a Sepang.
- Raúl Fernandez (Trackhouse MotoGP Team) ha dovuto alzare bandiera bianca prima della domenica: vincitore dodici mesi fa su questa pista, lo spagnolo è stato fermato dai dolori lancinanti e dall’infiammazione dei tessuti molli legati alla frattura al dito indice rimediata a Mandalika ma fortunatamente anche lui graziato dalla cancellazione del Gp
- Fermin Aldeguer (Gresini Racing) continua il suo calvario: ancora out dopo la brutta caduta in Indonesia che gli è costata la frattura al primo metacarpo della mano destra, sarà nuovamente sostituito dal vicecampione WorldSBK Iker Lecuona, come confermato anche in vista del prossimo appuntamento in Malesia.
- Joan Mir (Honda HRC Castrol) lancia invece un segnale di speranza: fermato da un fastidioso virus e da malanni fisici che lo hanno costretto a saltare i round di Austria, Giappone, Indonesia e lo stesso GP d’Australia, il campione del mondo 2020 ha annunciato sui social il suo imminente rientro: “Ci vediamo in Malesia”, pronto a rimettersi in sella alla sua RC213V su una pista, quella di Sepang, che l’anno scorso lo vide salire sul podio.
Le Voci del Paddock: Emozioni e Ricordi dall’Isola

Tra i box regna la commozione mista al rammarico per un appuntamento storico che si chiude senza la bandiera a scacchi della gara domenicale.
L’idolo di casa Jack Miller esprime tutto il suo orgoglio e la malinconia per l’addio al tracciato di casa, ricordando con un sorriso fiero l’unicità e lo stile inconfondibile che questo circuito ha regalato al mondiale nel corso degli anni. Ha voluto ringraziare il pubblico in modo speciale come solo lui sa fare.
Sulla stessa lunghezza d’onda si muovono le parole di Marc Márquez, il fuoriclasse di Cervera, forte del successo nella Sprint che lo aveva proiettato in vetta alla classifica iridata prima della cancellazione della corsa domenicale, rende omaggio a un tempio della velocità che, nonostante le insidie e le bizze del meteo, conserverà per sempre un posto speciale nel suo cuore di pilota.
Il Motomondiale volta pagina e punta dritto verso Sepang: la lotta per l’iride tra Márquez e un acciaccato ma determinato Martín entra nella sua volata finale, il vento freddo e le lacrime di pioggia di Phillip Island resteranno scolpite per sempre nella memoria di ogni appassionato di sport.
Immagini: MotoGP
