Se c’è una pista al mondo capaci di cancellare la logica per sostituirla con l’adrenalina pura, quella è Phillip Island. Tra le folate di vento dell’Oceano Indiano e l’asfalto viscido d’acqua, il sabato del Gran Premio Red Bull d’Australia (18° appuntamento del Mondiale 2026) ha regalato una pagina di motociclismo epica, spietata e memorabile. Il verdetto della Tissot Sprint Race riscrive completamente il Mondiale: Marc Márquez vince, vola a +10 in classifica piloti e Jorge Martín finisce a terra nel momento clou.
MotoGP: Márquez fa il miracolo tra le pozzanghere, pole per lui e riscatto Ducati

Il colpo di scena è totale fin dalle qualifiche: in una Q2 bagnata e resa insidiosissima dall’acqua, Marc Márquez (Ducati Lenovo Team) compie il capolavoro. Dopo essere scivolato nelle prime fasi della sessione, il fuoriclasse di Cervera si risolleva con carattere granitico e stampa un sensazionale 1:34.203, rifilando quasi un secondo e mezzo (!) al fratello e compagno di marca Álex Márquez (BK8 Gresini Racing). Chiude la prima fila l’esperto Johann Zarco (Castrol Honda LCR), bravissimo a passare attraverso le forche caudine della Q1. Alle loro spalle, il leader del campionato Jorge Martín (Aprilia Racing) gestisce con intelligenza e freddezza, artigliando la quarta posizione e limitando i danni in griglia, forte di un margine risicatissimo di appena due punti in vetta alla classifica generale proprio su Marc Márquez.
La Tissot Sprint Race: Il Duello Infuocato e il Dramma di Martín

La tensione esplode letteralmente durante la Tissot Sprint Race. Martín scatta con il coltello tra i denti dalla quarta casella, supera Zarco e Álex Márquez e va all’attacco di Marc. Nei primi 8 giri assistiamo a sorpassi e controsorpassi da batticuore; Martín infila Marc due volte, ma il pilota Ducati risponde colpo su colpo all’interno.

Al giro 8, sotto la pressione asfissiante di Márquez, Martín perde l’anteriore alla Curva 8, finisce rovinosamente nella ghiaia e viene soccorso dai sanitari (trasportato al centro medico in barella per accertamenti). Così Marc Márquez gestisce il finale con il fratello Álex alle spalle (2°) e taglia il traguardo da vincitore, Fabio Di Giannantonio (3° con la VR46 Racing), per una tripletta tutta Ducati. Quarto Marco Bezzecchi (Aprilia), autore di una gran rimonta dopo uno start difficile, e quinto Pedro Acosta (KTM). Con questo successo Marc Márquez balza in testa al Mondiale con a quota 355 (-10).
Moto2: Manuel González ruggisce e riaccende la sfida per la corona

Non è da meno la categoria intermedia della Moto2, dove il weekend australiano promette scintille e ribaltoni. Manuel González sbaraglia la concorrenza conquistando una pole position pesantissima che vale oro colato in ottica campionato. Con la classifica ridotta a una polveriera e i contendenti vicinissimi, lo spagnolo lancia un chiaro segnale agli avversari, dimostrando tempra da campione in un tracciato che non perdona distrazioni.
Moto3: Capolavoro Pratama, è la prima pole della carriera!

Emozioni forti anche nella classe minore, teatro di una prestazione da incorniciare per0 Veda Pratama. Partito dalle retrovie della Q1, il giovane talento compie una progressione perfetta e irresistibile fino a firmare la sua prima, storica pole position (maiden pole) nel Motomondiale. Una sessione mozzafiato che conferma l’incredibile vivacità e il ricambio generazionale ai vertici della Moto3.
Il Mondiale MotoGP 2026 brucia come non mai e Phillip Island ha appena gettato altra benzina sul fuoco, siamo entrati nella sua fase più calda e imprevedibile. L’Australia ha dato il suo primo verdetto del weekend: la corona iridata è una questione di nervi saldi, talento puro e colpi di scena infiniti. Restate con noi su L’Angolo dello Sport News per non perdere nemmeno un millisecondo della domenica che ci regalerà ultimo capitolo di Phillip Island nel motomondiale.
Immagini: MotoGP
