Per Carlotta Cambi questa è la terza avventura in quel di Novara. La ragazza originaria di San Miniato ha indossato la divisa Agil già nel 2016/2017 e 2022/2023. Ora è qui, appunto per fare tris, e continuare a rendere grande la Igor.
Si è raccontata un po’ sul Corriere dello Sport in un’intervista realizzata da Riccardo Guglielmetti.
Riportiamo qui un piccolo estratto dell’intervista che potete trovare sul quotidiano odierno.
“MI SENTO TRASCINATRICE”
A proposito di trofei, tutti ricordano quello scudetto con Novara. Cosa è rimasto di quella Carlotta?
“È rimasto il mio stile di gioco, senza snaturarmi. In quell’anno c’era Marco Fenoglio come coach e lui mi offrì la possibilità di giocare, infatti realizzai di poter stare a questi livelli.Quella Carlotta era forse una ragazza sprovvista di buon senso, ovviamente nell’accezione positiva, dato che la pallavolo era solo divertimento, senza pressioni e la necessità di dover trascinare la squadra”.
Oggi invece si sente una leader?
“Se il termine leader lo intendiamo come trascinatrice, direi di sì. Mi riconosco in quello, sto cercando di aiutare le compagne e per quanto mi riguarda credo sempre di più in quello che faccio”.
Velasco e Bernardi, come li definirebbe?
“Julio è empatico. Lui è un allenatore a tutto tondo, non solo per la parte tecnica e tattica, ma per la cura del dettaglio. Velasco ti guarda dentro e capisce le esigenze e gli aspetti della vita, andando oltre l’essere atleta. Penso sia dotato di un’infinita credibilità, soprattutto in un momento in cui la Nazionale si stava perdendo. Per quanto riguarda invece Bernardi, a molti è rimasta la sua immagine di giocatore, ma grazie all’influenza di Julio sta calcando le sue orme in palestra. Lo definirei un grande lavoratore”.
Novara invece dove può arrivare?
“Sabato sera a Milano abbiamo conquistato una bellissima vittoria davanti a 12.667 persone (record per gli eventi di Lega femminile ndr) ed è stata una grande soddisfazione. Purtroppo in questo inizio di stagione abbiamo dovuto fare i conti con diversi infortuni, ma siamo riuscite a trovare un equilibrio. Quando saremo al completo, lo scopriremo”.
Intervista a cura di Riccardo Guglielmetti del Corriere dello Sport
