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45 minuti di partita della Reyer possono essere riassunti nei primi 90 secondi: Treviso avanti 0-6 e time-out furibondo di Spahija.
“Chiedo scusa ai tifosi” e mea culpa in conferenza stampa del coach servono a calmare l’ambiente, a far capire che c’è la consapevolezza di aver commesso degli errori gravi ma anche che c’è anche la mentalità di alzare subito la testa e reagire, perché comunque qualcosa di buono si è visto nelle reazioni emotive del secondo e dell’ultimo quarto. Chi invece può guardare a questo derby con totale soddisfazione è l’allenatore spagnolo-argentino Marcelo Nicola, che ha visto giocare i suoi ragazzi come forse non avevano ancora fatto in quest’annata. Approccio giusto, atteggiamento, intelligenza e nervi saldi: tutto quello che Venezia ha sbagliato, Treviso l’ha fatto giusto.
Un solo sorriso Treviso ha giocato un primo quarto pazzesco e il parziale parla chiaro: 21 a 31. Spahija non è arrabbiato per come i suoi giocatori hanno gestito la palla nella metà campo offensiva (è stato fatto male ma si poteva fare di peggio) ma più sulla solidità e l’attenzione della difesa. Venezia non riesce a trovare continuità là dietro, perché se l’attacco si ferma, quasi sicuramente successivamente arriveranno quella serie di possessi in cui la Reyer mette in piedi delle belle azioni e riesce a concretizzare. E così è successo nel secondo quarto con il primo accenno di rimonta, ma soprattutto nell’ultimo periodo quando sono riusciti ad agganciare gli avversari. L’uscita per cinque falli di Tessitori è la prima di una serie di brutti avvenimenti in cui la Reyer si è cacciata da sola, compreso l’ultimo possesso gestito malamente e soprattutto il supplementare approcciato altrettanto male. L’unica nota positiva per Venezia riguarda la lotta sotto canestro, con Jordan Parks che ne è uscito vincente mettendo a segno 19 punti ma soprattutto procurando 7 rimbalzi. Dall’altra parte l’MVP della serata è indubbiamente JP Macura, con 19 punti a referto anche per lui.
Le parole Coach Spahija ha analizzato la partita con un po’ di nervosismo interiore ma soprattutto con la continua ricerca di una soluzione, che durante i 45 minuti non ha mai trovato: “Ho provato quintetti che non hanno quasi mai giocato insieme. Penso abbia aiutato molto, ma in attacco non abbiamo trovato tiri aperti né tirato tiri liberi. Penso che 46-18 sia un record mondiale per i liberi: credo che sia un problema. Devo vedere meglio, da inizio stagione è già successo 2/3 volte. Non ricordo di aver avuto un problema del genere nella mia carriera.” Mentre il coach di Trieste Nicola sorride anche guardando al futuro: “La squadra ha uno spirito combattivo, resta sul pezzo sui piccoli dettagli, i giocatori comunicano molto bene tra loro. Abbiamo avuto anche due gravi infortuni, siamo riusciti a rimpiazzarli e la squadra ha accolto i nuovi nel modo migliore e li ha introdotti in un sistema a cui non è facile adattarsi”.
Foto credit: Reyer Venezia
