Intervistato da Stefano Summa su “La Stampa – Alessandria”, il presidente della Bertram Derthona Tortona, Marco Picchi, ha parlato dopo il k.o. in finale di Coppa Italia della sua squadra:
“Con il passare dei giorni è smaltita la delusione per aver perso una finale così tirata, mentre cresce l’orgoglio e la riconoscenza per quanto fatto dai ragazzi in campo e per la figura fatta dal club su uno dei palcoscenici più importanti della pallacanestro italiana. Il boato che c’è stato per la nostra rimonta contro Milano è stato indimenticabile. È anche il segno di quanto il Derthona sia una realtà sempre più riconosciuta e spalleggiata da una comunità di tifosi più grande e forte”.
Che squadra è quella che sta ottenendo questi importanti risultati?
“Ho avuto il piacere di condividere tutti i momenti della Final Eight, devo dire che Fioretti e Vacirca hanno plasmato un gruppo di lavoro di primissimo livello. Va dato grandissimo merito a loro per l’ambiente che si respira dentro e intorno alla squadra e alla società. I risultati in campo non sono casuali, bensì il frutto di tutto ciò. È un team sano eco e so che ha saputo far fronte a molte difficoltà durante la stagione, facendoci vivere grandi emozioni”.
Per il Derthona da sottolineare anche l’impatto della Cittadella dello Sport:
“I numeri si fondano chiaramente su questa nuova struttura, il motore che spinge il progetto fin dal principio, da quando la famiglia Gavio ha voluto pensarla e progettarla. Ci sono molte iniziative per accogliere eventi e realtà diverse dalla pallacanestro, tutto ciò che può avvicinare alla nostra comunità si può tramutare in benefici per il club”.
Per il futuro Tortona vuole tornare a disputare una competizione europea?
“È chiaro che i risultati ci fanno pensare a tale ritorno, con la voglia di poterlo fare a Tortona dopo la parentesi a Casale. Al di là dei mutamenti legati all’arrivo di Nba Europe siamo un club che ha vissuto con grande impegno, serietà e orgoglio l’idea di competere in campo continentale. È una volontà che il dottor Gavio ci ha sempre manifestato, le nostre esperienze in Bcl sono state positive. Anche grazie all’organizzazione e alla visione portate in società da un manager del livello di Vacirca, credo che abbiamo il dovere e il diritto di pensare a un futuro stabile in ambito europeo”.
