Per far intendere a pieno la superiorità e la forza dell’Inter in questo campionato, non si è mai visto un inizio di partita interpretato meglio dall’Udinese da quando Runjaic siede sulla panchina bianconera. Ed è stata una vittoria fondamentale per rispondere alla Roma e per arrivare al big match dell’Olimpico a punteggio pieno e con piena fiducia in se stessi.
La netta superiorità dell’Inter contro l’Udinese si è vista attraverso la lettura dei momenti della partita, perché certi match non possono essere portati a casa vincendo solamente i duelli individuali, tecnici, qualitativi, ma vincendo come in una partita a scacchi, mossa dopo mossa. La prima mossa l’ha fatta Runjaic schierando un blocco basso molto intenso, aiutandosi dalla fisicità dei suoi giocatori in area di rigore per ridurre il numero di cross tentati dai nerazzurri. È successo moltissime volte lo scorso anno che l’Inter risolvesse partite sporche attraverso i traversoni e palloni messi in area, l’Udinese ha provato ad evitarlo. Un piano gara dettato dalla sola fase difensiva senza proporre nulla di offensivo era impensabile per gli ospiti. Infatti hanno lavorato molto bene con le sponde per mettere già il pallone ai rilanci di Okoye, e ogni volta che accadeva, l’Inter era in affanno. Non a caso il secondo gol nasce da un quadruplo errore della difesa nerazzurra: il primo è l’inserimento di Davis lasciato colpevolmente libero, poi c’è il difensore che non aggancia il pallone al volo, Ekkelenkamp che si butta dentro sul primo palo da solo e le mani spezzate di Josep Martinez.
Oltre a questo, l’Udinese ha alzato la fisicità facendo innervosire il secondo allenatore nerazzurro Aleksandar Kolarov (ex calciatore del City, della Roma e proprio dell’Inter), che da quando siede su quella panchina sembra sempre più interessato alle decisioni dell’arbitro piuttosto che a quelle di campo della sua squadra. Mediocrità a cui l’Inter farebbe a meno. Nei soli primi 20 minuti, Thuram ha perso due duelli fisici contro la difesa avversaria, così l’Inter si è messa allo stesso livello e ha accorciato le distanze su un gol nato proprio da una sbracciata giudicata regolare di Bastoni. L’Inter in attacco ha le opzioni di tirare da fuori (cosa che sanno fare molto bene, vedi il gol di Carlos Augusto) e di invadere l’area con tutti i giocatori possibili per caratteristiche. Bastoni lo ha fatto meno, invece Akanji è salito spesso per alzare i centimetri in attacco. Il gol del pareggio di Barella ha fatto perdere all’Udinese idee e concretezza, e ha nostalgicamente ricordato un po’ la rete segnata a Monaco di Baviera contro il Belgio negli Europei del 2021. Non c’è pulizia tecnica, solo dominio dell’Inter e lo straripamento di gol è una conseguenza. I friulani sono parsi senza forze, tramortiti dalla forza degli avversari.
Il materiale più pregiato per Chivu che ha già trovato quando è arrivato nel giugno del 2025, è il materiale umano. Ci sono tante sicurezze e la prima è che questa squadra non sbaglierà mai l’atteggiamento. Ed è una componente fondamentale che non tutti gli allenatori dei top club hanno a disposizione, vedi Spalletti con la Juventus, Grosso con la Fiorentina e Tedesco col Bologna. Questa sicurezza è frutto di investimenti a lungo termine, chi divora bocconi amari oggi potrà gioire domani con una preparazione adatta. Chivu trae enormi benefici dal non dover lavorare sulla parte mentale della squadra, potendosi concentrare su nuove aggiunte di campo alla squadra, per esempio, come ha detto lui stesso ai microfoni, sulla riaggressione.
La partita di sabato prossimo ci potrà già dire moltissime cose su questo campionato.
