Oggi, al Mobility Resort di Motegi, il Motomondiale ha riscritto le regole della fisica e dei nervi, regalandoci un sabato che entrerà di diritto negli almanacchi del motorsport. Tra record frantumati sul filo dei millesimi, carambole da brivido alla seconda staccata e verdetti riscritti dai centimetri di gomma finiti sul verde oltre il cordolo, la lotta iridata tra Jorge Martín e Marc Márquez tocca vertici di tensione e spettacolo assoluti.
QUALIFICHE DA CINEMA: MARTINATOR FRANTUMA IL RECORD, MÁRQUEZ SI PIEGA MA NON DOME

Il sabato mattina si era aperto con un duello da antologia per la Pole Position. Jorge Martín (Aprilia Racing) ha tirato fuori dal cilindro uno di quei giri che restano impressi nella memoria: con un passaggio perfetto ha polverizzato l’All-Time Lap Record di Motegi, conquistando la prima casella sulla griglia di partenza. Alla sua ombra un mai domo Marc Márquez (Ducati Lenovo Team), staccato di appena 110 millesimi dopo un Q2 vissuto col cuore in gola. Il numero 93 ha rischiato di cadere nel suo penultimo tentativo e, nonostante tre settori ‘caschi rossi’ nell’ultimo assalto, s’è dovuto arrendere al rivale per soli 9 millesimi nell’ultimo tratto di pista. Prima fila completata dal solido Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory Racing), mentre Marco Bezzecchi ha piazzato la seconda Aprilia ufficiale al quarto posto
LA SPRINT DRAMMATICA: CAOS IN CURVA 3 E MÁRQUEZ DI NUOVO A SEGNO

Quando i semafori della Tissot Sprint si sono spenti, l’atmosfera a Motegi è diventata incandescente. Marc Márquez è schizzato via dalla seconda casella beffando Martín all’esterno della curva 1. Pochi istanti dopo, il primo grande colpo di scena: Curva 3 si trasforma in una carambola ad alta tensione. Álex Márquez affonda la staccata ma perde l’anteriore, travolgendo un incolpevole Pedro Acosta e coinvolgendo nella caduta anche Fabio Di Giannantonio. Tre protagonisti subito fuori dai giochi. Un episodio che nel post-gara ha sollevato accese polemiche: “La gara non si vince alla seconda frenata”, hanno sbottato amareggiati Acosta e Di Giannantonio, evidenziando come l’irruenza nei primi metri abbia vanificato un intero weekend di lavoro. Per l’errore commesso, Álex Márquez è stato sanzionato dai Commissari con un doppio Long Lap Penalty in vista della gara domenicale. Libero da pressioni alle spalle, Marc Márquez ha impostato un ritmo martellante. Vedendo Martín a otto decimi, il fuoriclasse di Cervera ha spremuto ogni cavallo della sua Desmosedici: “Quando ho visto Jorge così vicino mi sono detto che dovevo dare il 100% senza gestire nulla”, ha confidato Marquez a fine corsa. Una cavalcata trionfale che lo ha portato ad aggiudicarsi la Sprint e a ricucire il margine in classifica generale a soli 7 punti da Martín.
COLPO DI SCENA NEL FINALE: LE PENALITÀ E IL SOGNO BRASILIANO DI MOREIRA

Se le posizioni di testa sembravano congelate sotto la bandiera a scacchi con Márquez primo davanti a Martín e a un generosissimo Enea Bastianini, la Direzione Gara ha ribaltato il podio pochi minuti dopo la conclusione. Sia Martín (in evidente crisi di grip posteriore negli ultimi due giri) sia Bastianini hanno calpestato la zona verde oltre il cordolo nel corso dell’ultimo passaggio. Il regolamento parla chiaro: arretramento immediato di una posizione per entrambi. A beneficiare del doppio passo falso è stato il giovane talento brasiliano Diogo Moreira (Pro Honda LCR). Autore di una rimonta prodigiosa scandita da un sorpasso deciso su Marco Bezzecchi (“Quando l’ho passato mi sono detto: perché non provarci fino in fondo?”), Moreira ha tagliato il traguardo in quarta posizione per poi ritrovarsi promosso al secondo posto finale, conquistando il suo primissimo podio in una Sprint della classe regina! Martín è scivolato così in terza posizione, davanti a Bastianini 4° e all’idolo locale Ai Ogura 5°.
Nel retrobox Honda si è scatenata la festa per il podio ‘casalingo’ di Moreira. Emblematico il siparietto colto dai microfoni a fine gara tra Marc Márquez e i vertici Honda: scherzando sulla competitività ritrovata del marchio nipponico grazie al giovane brasiliano, Marc ha regalato un sorriso a tutti esclamando sottovoce: “In casa Honda… vedete di farvi pagare bene!”
MOTO2 E MOTO3: GUEVARA E ALMANSA RE DELLE QUALIFICHE
Non solo MotoGP: il sabato di Motegi ha regalato emozioni fortissime anche nelle classi propedeutiche.
Moto2

Izan Guevara (BLU CRU Pramac Yamaha) si è preso una pole position d’oro fermando il cronometro sull’1:46.851. Il giovane spagnolo ha preceduto di un soffio (soli 51 millesimi) Filip Salac, scivolato nei minuti finali, e il capoclassifica Manuel Gonzalez. Seconda fila per Tony Arbolino, 5° in griglia
Moto3

David Almansa (Liqui Moly Dynavolt Intact GP) ha letteralmente dominato la Q2 piazzando la sua settima pole position stagionale con il tempo record di 1:54.572. Alle sue spalle scatteranno Brian Uriarte e Alvaro Carpe. Quarto il leader del campionato Máximo Quiles, che a Motegi ha a disposizione il suo primo match-point iridato.
Il sabato va in archivio lasciando la sensazione che la battaglia per il titolo mondiale sia entrata nel suo momento più drammatico e affascinante. Domenica la gara lunga sui 24 giri metterà a dura prova la gestione gomme, il fisico e la tenuta mentale dei due contendenti. Tra la furia di Martín che vorrà riscattare la penalità e la fame di vittoria di Márquez, Motegi si prepara a vivere un’altra pagina di pura storia del motociclismo.
Immagini: MotoGP
