Dopo un inizio di stagione convincente ed entusiasmante, la Reyer Venezia deve fare i conti con la prima sconfitta e le prime critiche inflitte alla squadra. Coach Spahija non ne vuole fare un caso, ma il dato è chiaro: il Cluj ha segnato 58 punti nel secondo tempo dopo aver chiuso il primo a 40 e a -10 dai veneziani. Numeri che richiamano ad accorgimenti da fare il prima possibile sulla fase difensiva, ma specialmente sull’attenzione che la squadra deve mantenere continuativamente per tutti i 40 minuti. Essere una squadra esplosiva ha enormi vantaggi ma anche enormi lati negativi. Quando manca l’energia giusta in corpo, rischia di affondare e così è stato in un finale di partita molto simile, per lo sviluppo che ha avuto la partita, a quello di Trieste. Questo concetto è molto importante e va oltre alle idee di gioco, agli errori e alle correttezze tecniche: Venezia deve trovare continuità. È un processo non necessariamente da fare in poco tempo, ma che si può fare passo dopo passo. Il primo obiettivo dev’essere quello di limitare i danni nei momenti in cui ci sono questi cali e sfruttare, come sempre, al massimo i momenti di entusiasmo.
Anche nella prima fase di partita in cui vigeva un sostanziale equilibro, col punteggio leggermente più orientato verso Venezia, era palese ed evidente che il Cluj avesse qualcosa di più dal punto di vista della freschezza e delle idee di gioco da proporre in avanti. Venezia faticava con le scelte offensive già dal primo quarto, quando ha subito un paio di inchiodate nei primi cinque minuti della partita. E infatti dal terzo periodo la formazione di casa ha iniziato a concretizzare ciò che costruiva e l’inerzia del match è completamente cambiata. Il dato sui tiri da tre della formazione rumena è emblematico (52%), come lo è anche quello dei punti messi a referto da parte di Smart, ovvero 28 con la ciliegina sulla torta della conclusione forzata e impossibile messa dentro da tre per annullare le speranze veneziane degli ultimi minuti.
Spahija è stato severo nel post partita, ma non totalmente: “Ci portiamo via anche alcune cose buone che abbiamo espresso in campo, ma resta il fatto che abbiamo perso la partita. Sinceramente non mi piace dover trarre insegnamenti dopo una sconfitta: preferisco di gran lunga imparare e correggere le cose quando le partite si vincono”
