Sergio Scariolo è il nuovo allenatore del Real Madrid, ma questa è una notizia ormai “vecchia” di qualche giorno. Ha firmato un contratto triennale fino al 2028 e dopo Eurobasket lascerà la Nazionale spagnola per dedicarsi completamente alla squadra di Don Florentino Perez.
L’assistente allenatore dei Raptors campioni del Mondo aveva già allenato le merengues tra il 1999 e il 2002 vincendo una Liga spagnola (il Madrid ai tempi, seppur gloriosa, non era la stessa squadra di ora).
IL COMUNICATO DEL REAL
“Il Real Madrid CF annuncia che Sergio Scariolo sarà l’allenatore della nostra squadra di basket per le prossime tre stagioni, fino al 30 giugno 2028.
Sergio Scariolo assumerà la guida del Real Madrid dopo la partecipazione della nazionale spagnola di basket al torneo EuroBasket a Cipro, Finlandia, Polonia e Lettonia.
Sergio Scariolo, uno degli allenatori più prestigiosi del basket mondiale, arriva al Real Madrid dopo una brillante carriera alla guida della nazionale spagnola, dove è diventato l’allenatore più vincente della sua storia, con un totale di otto medaglie: cinque ori (Mondiali 2019, Eurobasket 2009, Eurobasket 2011, Eurobasket 2015 ed Eurobasket 2022), un argento (Olimpiadi di Londra 2012) e due bronzi (Olimpiadi di Rio 2016 ed Eurobasket 2017).
Campione NBA come assistente allenatore dei Toronto Raptors nella stagione 2018-19, tra i suoi riconoscimenti a livello di club europei figurano otto titoli: due ACB League, una con il Real Madrid (1999-2000) e un’altra con l’Unicaja; un campionato italiano con la Scavolini; due Coppe del Re in Spagna, una con la Tau Cerámica e un’altra con l’Unicaja; e una Coppa dei Campioni e due Supercoppe italiane con la Virtus Bologna”.
SCARIOLO: “ASPETTATIVE MOLTO ALTE..”
“Penso che l’aspettativa sia alta e che anche questo sia un peso di responsabilità che si deve essere in grado di ricambiare. Da parte mia, non posso che mettere tutto il meglio che ho saputo fare in tutti questi anni, migliorato e arricchito dalla struttura che ho intorno. Ho già una buona atmosfera con questi primi contatti che ho avuto e può aiutarmi molto nel mio lavoro”.
La richiesta di un club che ha appena vinto il 100° titolo del suo record.
“Le sfide ti motivano e le sfide difficili richiedono semplicemente una maggiore qualità delle prestazioni da parte di tutti. Il mio lavoro non è quello di avere una bacchetta magica o fare qualcosa da solo, questo è uno sport di squadra. E quando parlo di squadra non intendo solo i giocatori e gli allenatori, ma l’intera sezione e anche l’intero club. Alla fine è il risultato della chimica del funzionamento, della coesione come squadra.”
Cosa vuole il Real Madrid?
“Dobbiamo essere chiari su quale sia la tendenza dominante nel basket in Europa. In questo momento, il livello atletico o fisico e la qualità dei giocatori esterni, i registi, è aumentata molto. Abbiamo caratteristiche marcate in alcuni giocatori, che amiamo che abbiano e che sarà nostro compito sfruttarle al meglio. Ma dobbiamo anche essere chiari sul fatto che a volte bisogna uscire dalla propria zona di comfort. Devi cercare di porti nuove sfide e imparare cose nuove.”
Quali sono gli obiettivi?
“Devi essere ambizioso, umile e crescere. Tutto deve essere sudato, nessuno ti regala nulla a causa del nome che hai sul davanti o sul retro della tua maglia, ma i tuoi occhi in questo club devono essere puntati sull’eccellenza.”
Come viene visto il Real Madrid nel mondo?
“È la sensazione di essere in un’entità che si è guadagnata di essere in un posto privilegiato nella considerazione dello sport mondiale.”
La sua prima tappa al club un quarto di secolo fa.
“Ciò che non cambierà è la mia illusione. Arrivai in quel periodo, qualche anno più giovane (avevo 38 anni quando firmò, ora ne avevo 64), ma ero molto emozionato. Ora sono tornato, con qualche anno in più e un po’ più di esperienza, ma l’entusiasmo e l’energia sono assolutamente intatti. Quell’incredibile campionato che abbiamo vinto in cinque partite (giugno 2000), la quinta al Palau, è un ricordo che so essere molto presente nella memoria di molti madridisti. Certo, le differenze sono enormi a livello strutturale e da quello che è stato costruito negli anni, il che ha innalzato il livello internazionale del club.”
